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2021: Bullismo vs. Didattica Interattiva

No Bullying

Prima di parlare di Bullismo dovremo porci una domanda: A cosa serve la scuola?

È un quesito che in questi ultimi tempi può ricorrere spesso, tra luci del computer accese e nuove modalità di approccio all’insegnamento. Dall’ elementari fino alle superiori, sono oltre 8 milioni gli studenti coinvolti ogni anno per un totale di quasi tremila giorni della vita trascorsi sui banchi.

Probabilmente non ci si è mai soffermati a pensare seriamente al vero ruolo della scuola ma nel momento in cui emerge questa riflessione, vengono alla luce le prime risposte dei ragazzi, come per esempio: “a trovar lavoro”, a crescere ma affiorano anche tra queste parole di malcontento: “sono altri i luoghi comuni dove ci si forma”, “la scuola è noiosa”, “ma in fondo non serve a nulla”.

Questa è forse la risposta più paralizzante. Si può quindi considerare attendibile?

Considerando che si parte nei primi anni di scuola, entusiasti, vogliosi d’apprendere e sognare di diventare storici, insegnanti, archeologi ma poi si arriva alle superiori e lì tutto cambia. Quasi nulla incuriosisce più, almeno per sette ragazzi su dieci nell’ambito delle materie scolastiche obbligatorie.

Cosa sta diventando quindi la scuola?

Luogo di aggregazione, socialità o di “parcheggio”? Forse un posto dove ammazzare il tempo quindi, “un non luogo di tristi emozioni” come direbbe Spinoza ma anche una scuola “del consumo”: di voti, progetti, prestazioni, compiti, dove gli stessi docenti diventano dei distributori di merci.

La domanda a questo punto sorge spontanea: una scuola che alimenta la fertilità d’innovazione oppure soffoca e reprime?

Forse meglio una scuola “rigida” focalizzata sull’efficienza, produttività, competizione a discapito della creatività ma prima di “avere”, bisogna “essere”. È l’essere che deve nascere e fiorire a scuola, ecco allora le scuole d’élite. È una scelta vincente questa che amplifica le differenze di classe?

Bisogna forse rendersi conto che una società cresce se c’è scambio e mobilità sociale.

Stiamo quindi andando incontro al nichilismo lasciando assediare le nostre vite da questo vuoto in cui tutto precipita? Possibile che un futuro migliore quindi non esiste?

Là dove lo studente viene valorizzato, la relazione umana esaltata, la crescita della persona potenziata, dove ogni cosa non è proprio messa al suo posto e il luogo non conta, ecco la giusta direzione!

Questo è il sunto di ciò che è stato raccontato da un docente Matteo Saudino al TEDx di Castelfranco Veneto.

La scelta di riprendere tale discorso e collegarlo al nostro tema non è casuale, perché in fondo vedere la scuola sotto questa lente d’ingrandimento ci porta a capire la situazione attuale e dare una chiave di lettura differente con una proposta altrettanto significativa, quella di BeWowEdu.

Indice

  • Bullismo a scuola: perché accade, come intervenire, cosa fare

  • Cos’è veramente il bullismo? Da che cosa nasce? Quando diventa tale?

  • Apprendere per differenziarsi

  • Inscenare per immedesimarsi: “Il ragazzo dai pantaloni rosa”

Bullismo a scuola

Vi starete chiedendo perché abbiamo associato nel nostro titolo la didattica interattiva al bullismo, ma al giorno d’oggi l’attività educativa non si limita soltanto al puro insegnamento scolastico. I docenti vengono messi in discussione sul loro operato, a volte subissati di richieste e allo stesso tempo sono una valvola di sfogo di una generazione che chiede di essere semplicemente ascoltata.

Qui si inserisci il lavoro della didattica interattiva e la ricerca di soluzioni a un fenomeno in aumento di anno in anno: il bullismo.

Questa piaga sociale, purtroppo, non riguarda soltanto il nostro territorio ma è diffuso in moltissime realtà internazionali, da qui nell’ambito del Cost Action Tribes, l’esigenza di indire una Conferenza nel febbraio del presente anno (2021) con tema: “Social Integration of Migrants in Schools Developing Professional Skills for Bullying Prevention and Positive Social Relationships” ospitata in modalità online dal Centro interdisciplinare per la ricerca sull’integrazione e la migrazione (InZentIM) Università di Duisburg-Essen in cui si è fatta presente la situazione attuale e condivise le azioni intraprese per contrastare tale fenomeno.

Investigare sulle interrelazioni tra bullismo, migrazione e integrazione a livello di scuola e di classe è la base del progetto che ha coinvolto 30 università e centri di ricerca in 32 paesi ovvero “Transnational Collaboration on Bullying, Migration and Integration at School Level” coordinato dal professore James O’Higgins Norman, cattedra Unesco per la lotta contro il bullismo nelle scuole e nel cyberspazio presso la Dublin City University, direttore del Centro nazionale di ricerca e risorse anti-bullismo.

Lo scopo, principale: garantire l’integrazione, ridurre il bullismo, migliorare la sicurezza, il benessere di discenti rifugiati o migranti e di tutti gli studenti delle scuole secondarie dell’UE, favorendo la stabilità sociale sia dell’individuo sia della società.

Questo è quanto si sta promuovendo a livello interculturale per fronteggiare quest’ emergenza.

Cos’è veramente il bullismo? 

Una forma di debolezza, il forte contro il debole, questa è la tipica situazione che apre ad atti di bullismo. Si sa che un bullo poco fa se non ha nessuno con cui prendersela e se non è supportato da qualcuno che lo sostiene.

Probabilmente una debolezza culturale e caratteriale che può risiedere in contesti familiari dove  i conflitti generazionali si accentuano, ne abbiamo parlato anche in un precedente articolo. Quale quindi la soluzione?

C’è chi utilizza una “Politica Scolastica Integrata” costituita da un insieme di tecniche e prassi operative di matrice anglosassone, dove la collaborazione tra organi giudiziari, sistema scolastico e personale ATA, consente d’intervenire per interrompere tali vessazioni smascherando i responsabili e aiutando chi è stato colpito.

Un male spaventoso che infetta le persone e fa sì che, chi assiste a queste scene rimanga inerme, senza diritto di parola perché le conseguenze potrebbero essere anche peggiori di quella dovute all’atto stesso.

Esternare la propria disapprovazione, parlare con le autorità competenti, sensibilizzare le persone che assistono a queste scene e non pensare che tali comportamenti possano essere “cool” o giusti. Queste sono alcune delle azioni che potrebbero limitare il fenomeno del bullismo.

Bullismo e Cyberbullismo

Si può forse definire unacultura della conformitào nei sei parte o sei fuori?

Trovare soluzioni al problema, non demonizzando ma collaborando. In molti casi i genitori non vengono a conoscenza di tali fatti. Gli adolescenti infatti non ne parlano, o per vergogna o perché pensavano di poter gestire o sopportare la situazione. In alcuni casi i parenti vengono messi a conoscenza e dalla loro parte quello che possono fare è rivolgersi ai dirigenti scolastici affinché possano monitorare e prevenire simili episodi.

Genitori disperati, senza aiuto dalle autorità scolastiche, finiscono spesso col rivolgersi all’esterno per trovare un supporto psicologico. Pensare che il comportamento dei bulli sia esclusivamente colpa loro, forse è solo uno scarico di responsabilità.

Questi atteggiamenti sono conseguenza del proprio ambiente e della propria famiglia. Inoltre, una volta individuato il colpevole, c’è un silenzio, un rifiuto a spiegare le motivazioni di tali accanimenti contro una persona. Ma è giusto puntare il dito contro i responsabili e assolvere da ogni tipo di colpe tutti gli altri?

È necessario comprendere che bisogna andare alla fonte, il sistema deve essere stroncato, non è solo una storia di bullismo, non è solo il vissuto di una scuola che ha fallito contro un pericolo chiaro e presente. Riguarda tutte le nostre istituzioni che falliscono nell’agire, non prevengono, non informano.

Ogni volta che ci concediamo il diritto di cullarci con la convinzione che non è un qualcosa che riguarda noi in prima persona, che un colpevole preso equivale a un problema risolto, allora perdiamo l’opportunità di risolvere i problemi alla base. Nessuno vorrebbe essere nei panni di quei genitori che hanno perso la propria prole. E allora come fare?

Apprendere per differenziarsi

Il MIUR– Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha ben inquadrato questo fenomeno delineando differenze e normative riguardanti il bullismo e cyberbullismo. Capire il perché di ciò che avviene sotto i nostri occhi può renderci meno inermi e la scuola in questo gioca un ruolo fondamentale, in cui il problema non viene nascosto ma approfondito, sviscerato.

Si apre il dialogo quindi, dove i ragazzi si conoscono tra loro, s’inscena il dubbio, crollano le certezze per creare su quelle titubanze un viaggio verso la conoscenza di , approdando in quel territorio di consapevolezze, di ascolto e di crescita personale dove non ci si ferma a guardare davanti al proprio naso o davanti a quello schermo dove l’unica azione massima che si possa fare è scrollare alla ricerca di un qualcosa che ci coinvolga.

È proprio per questo motivo che BeWowEdu sceglie di farlo attraverso una rappresentazione teatrale dal titolo:Il ragazzo dai pantaloni rosa”.

 

Inscenare per immedesimarsi

Non solo uno spettacolo ma un progetto di vita “Il ragazzo dai pantaloni rosa”: inclusione, prevenzione e formazione. Un approccio narrativo basato sulle varie tecnologie, su nuovi strumenti utili per riflettere, per affiancare e supportare i docenti referenti nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.

Questo è l’obiettivo del progetto didattico multimediale di BeWowEdu: dare voce a quei silenzi assordanti e far che ci si senta parte attiva di una trasformazione in cui l’istituzione scolastica si schiera nell’abbattimento di quei muri di omertà, favorendo la nascita del proprio pensiero critico.

Unire le forze nel destrutturare e ricostruire un mondo pregno di energia nuova che punta su nuovi orizzonti per “uscire a riveder le stelle” come diceva Dante, in funzione di una scuola, Paradiso della democrazia, dove le azioni del presente arricchiranno il passato affinché tutto questo diventi il nuovo ossigeno che rende liberi.

Fai sì che la tua scuola sia tra le partecipanti a questo evento e parte attiva alla nuova iniziativa “no bullying”. Tieniti aggiornato, nei prossimi articoli, ne approfondiremo l’argomento.

No Bullying : Insieme contro il Bullismo!

BewowEdu è la risposta

videolezioni e didatticasondaggi di opinioneblog magazinespettacoli online e spettacoli dal vivocontenuti didattici

Creare sinergia tra le istituzioni scolastiche nell’ambito dell’attività didattica, interpellare i giovani in merito a tematiche sociali e culturali, formulare idee collettive per cambiare il mondo, determinando così una comunità che genera valore attraverso anche progetti ed eventi multimediali. Questo è ciò che mettiamo in campo.

Per sviluppare un insegnamento interattivo e cooperativo è necessario avere delle conoscenze nell’ambito tecnologico, sapere di far affidamento su professionisti di settore che possono affiancare il corpo docente per un’assistenza adeguata e aggiornata a ciò che gli studenti richiedono e i docenti offrono, tutto questo è BeWowEdu.

Per saperne di più approfondisci la nostra offerta didattica 2021-2022

Cosa offriamo

BewowEdu nasce come progetto di didattica innovativa di EssereWow, diretto dal regista e produttore Marco Carlucci. A seguito di un lavoro ventennale acquisito nella produzione audiovisiva, Marco ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze in progetti multimediali e cross- mediali realizzando la piattaforma per eccellenza, utile e funzionale per una migliore Didattica Digitale Integrata.

Sull’onda di questa scia è stata posta attenzione a ogni tipo di esigenza a livello didattico con l’intento di trovare la miglior soluzione per rispondere a una domanda frequente: fruibilità degli strumenti e fluidità di svolgimento lezioni anche a schermo.

La piattaforma di BewowEdu rende possibile ciò, grazie anche a un supporto tecnico in grado di far fronte a qualsiasi criticità che potrebbe presentarsi nello svolgimento delle lezioni in Didattica Digitale Integrata (DDI).

Con la nascita di BewowEdu si pianificano progetti didattici all’interno dei quali l’apprendimento dei giovani viene incentivato attraverso l’utilizzo del loro linguaggio.

Innovazione, emozione, versatilità e disponibilità, sono caratteristiche di questa startup, dove il digitale e la tecnologia la fanno da padrone.

Oltre quaranta categorie di corsi tra cui scegliere, divise per materie e argomenti, a seconda anche dei livelli di conoscenza: principiante, intermedio e avanzato. All’interno di essi, gli studenti potranno districarsi per un’analisi più completa del tema trattato a scuola.

Come saperne di più

I servizi di BewowEdu sono in funzione di una didattica che riduce la distanza, studiata per un utilizzo e-learning e in presenza. Multilingua, multimateria, semplice, intuitiva con 5 sezioni riservate più un’area contest:

    • ACT: archivio di videolezioni con test di apprendimento e registro elettronico per facilitare l’attuazione dei programmi didattici.

    • POLIS: arena virtuale per sondaggi di opinione rivolti ai giovani.

    • NEWS: blog magazine per progetti e approfondimenti social sul mondo della scuola e non solo.

    • SHOW: eventi multimediali esclusivi online e in presenza dove la parola d’ordine è apprendere con divertimento

    • EDIT: un editor di lezioni personalizzate per ogni esigenza, un concreto supporto per tutti i docenti.

    • NO BULLYING: un contest che vuole sensibilizzare i giovani alle problematiche del bullismo e del cyberbullismo mediante un coinvolgimento creativo delle scuole.

Il tutto per dar voce agli adulti di domani dove i giovani si sentiranno ascoltati e protagonisti di oggi, attraverso dei sondaggi ad hoc, al fine di unire il divertimento all’apprendimento.

E se questo non mi basta?

Se oltre all’ideazione, produzione, postproduzione e distribuzione la tua scuola avesse bisogno di un approfondimento più puntuale sugli strumenti e le attività didattiche per una DDI migliore, potrai rivolgerti ai nostri esperti che sapranno consigliarti gli step da seguire per la proposta didattica di qualità e su misura.

Si avranno a disposizione persone specializzate in editor che sapranno affiancarsi nella progettazione della lezione multimediale dei docenti e personale scolastico di ogni ordine e grado, anche a distanza.

Per una panoramica introduttiva sui nostri corsi questa la pagina dedicata ma siamo sempre a disposizione per progetti di formazione specifici sul personale scolastico.

Scrivici a [email protected]