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La scuola inclusiva del 2030? Videolezioni e presenza.

Videolezioni

Cosa rappresentano per i ragazzi di oggi le videolezioni?

Dai banchi di scuola ci si è spostati ai salotti di casa e fra una connessione precaria e un “non ho voglia” si cerca il più possibile di stare al passo con il programma Ministeriale per non far perdere terreno ai nativi digitali, sempre più connessi e intenti a fare video, quasi fosse una loro forma d’arte.

Quanti video se ne realizzano al giorno per poi condividerli?

Ma se ciò deve essere fatto per scopo didattico, tutto cambia e l’attenzione cala.

Perché?

La mancanza di una formazione adeguata in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie e l’assenza di una guida iniziale con regole generali a cui potersi attenere ha portato, in un primo momento e in parte ancora oggi, alla disperazione.

La scuola però, non può permettersi di fermarsi e i ragazzi hanno bisogno di una direzione e di indicazioni ben precise, adesso più che mai.

I seguenti punti chiave lavorano in questa senso:

  • agire efficacemente;
  • garantire il pari accesso all’istruzione per tutti;
  • mettere a disposizione gli strumenti che ne consentono l’utilizzo.

Il tutto in funzione di un miglioramento delle condizioni di vita e la creazione di una “società della conoscenzaquesto è ciò che è stato sancito dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ Educazione, la Scienza e la Cultura già nel lontano 2005 ( UNESCO, 2005; Innerarty, 2012).

Se ci si muoverà su questo fronte, l’innovazione tecnologica sarà in grado di trasformare l’intero sistema d’istruzione e formazione, di fornire a uomini e donne mezzi e strategie per accedere e scambiare risorse informative, producendo una conoscenza utile all’ evoluzione della propria condizione di vita.

Il punto di partenza per le future videolezioni sarà l’ investimento sulle strutture e ambienti virtuali nonché l’innalzamento delle competenze tecnologiche dei docenti, deputati a trasferire conoscenze e a fornire l’esperienza per promuovere tale sviluppo (ne abbiamo parlato in un precedente articolo “Progetti didattici 2021: generazioni a confronto” ).

I punti chiave saranno le strategie di supporto all’ apprendimento degli studenti che porteranno a un alto livello di progettazione dell’istruzione (instructional design – ID) e di scelta degli strumenti impiegati (learning design – LD).

Tutto ciò, permetterà di allinearsi al IV obiettivo globale previsto nell’ Agenda ONU 2030, ossia fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva che favorisca opportunità di apprendimento per tutti, da realizzare attraverso la promozione di uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile.

Come riuscire però a catturare l’attenzione dei ragazzi in una videolezione nei primi 7 secondi?

Vi starete chiedendo perché proprio sette, in realtà da ricerche specifiche è emerso questo dato rilevante di cui i docenti devono tener conto.

In questo articolo proveremo proveremo a spiegarne i motivi e a dare una risposta quanto più esaustiva possibile!

Indice

 

 

Connettersi e partecipare: la nuova sfida delle videolezioni?

Il tutto ha inizio da alcune domande:

  • Cosa voler trasmettere?
  • Come coinvolgere utilizzando al meglio le risorse digitali in funzione degli obiettivi didattici?
  • Che tipo di esperienza voler far provare?
  • Quali canali comunicativi scegliere?

Per raggiungere obiettivi generali e specifici per delle videolezioni in grado di coinvolgere e rendere partecipe la persona che si trova al di là dello schermo è necessario avere innanzitutto la giusta formazione per connettersi alle piattaforme.

Partire dall’ organizzazione delle conoscenze e dalla scelta appropriata del tipo di materiale di apprendimento porterà su un altro piano la relazione con gli studenti, quest’ultima fondamentale per la maggior interazione ( “Relazione tra formazione pregressa e criteri di scelta nell’uso delle tecnologie da parte dei docenti” ,Agrati, 2021)

Dall’altra parte, gli elementi fondamentali da curare saranno:

  • l’ ascolto attivo;
  • l’ allestimento dell’ ambiente per l’apprendimento online;
  • il coinvolgimento relativo all’interazione/collaborazione tra i diversi attori del processo (studenti/gruppo di studenti, altri docenti/tutor/esperti).

L’adattamento della modalità di insegnamento e la risposta attiva dell’allievo saranno sempre più facilitati se curriculo e metodologia del docente si allineeranno a una ridefinizione della progettazione del percorso, in relazione ai mezzi di apprendimento.

La creazione, infatti, di condizioni di sviluppo in questo ambito, ha permesso a realtà virtuali di mettere a disposizione per le videolezioni, diversi strumenti come: la piattaforma Google Suite Education, materiale multimediale da parte di Rai Education e Treccani ma che la scuola tradizionalista ha in gran parte ignorato oppure non appreso abbastanza le potenzialità di tali proposte offerte.

Probabilmente la costruzione delle competenze pedagogiche oltre che tecniche, capaci di integrare più favorevolmente strumenti digitali all’interno degli ambienti di apprendimento (Schleicher, 2020), porterà a sfatare la regola dei 7 secondi, assumendo così il punto di vista dello studente per capirne i bisogni e rispondere in maniera più mirata ad essi.

Ridefinire e proporre strategie formative basate sulla riflessività personale e professionale risulteranno sicuramente efficaci per il sistema educativo in termini di orientamento dei soggetti e delle videolezioni efficaci.

Da questo assunto BeWow Edu è partito per la strutturazione dei suoi progetti didattici- multimediali, online, a teatro e presso la propria scuola. L’ intrattenimento, la didattica e l’approfondimento sociale generano riflessione, emozione, confronto e presa di coscienza, evocando una pedagogia applicabile per tutti e a ogni livello formativo.

BeWow Edu però, non si limita soltanto alla proposta crossmediale ma ha scelto di smuovere ancor di più l’ingranaggio dell’ evoluzione e dell’ innovazione in ambito didattico e di attivare la sua piattaforma per ricreare virtualmente le classi da casa al fine di mantenere la continuità didattica, non compromettendo così l’anno scolastico.

Professionisti del settore video, metteranno a disposizione le proprie conoscenze per consigliare e supportare l’insegnante nel processo di elaborazione e creazione del contenuto didattico.

Un’avanguardia educativa dove le lavagne vengono condivise, i documenti scaricabili sulla piattaforma e gli esercizi diventano collaborativi. Si crea così una comunità scolastica.

Attualmente di strumenti digitali per realizzare videolezioni ce ne sono diversi ma a differenza di BeWowEdu non garantiscono la continua assistenza.

Di seguito i più conosciuti:

  • Zoom;
  • Google Meet;
  • WeSchool;
  • Microsoft Team.

Ognuna di queste ha una caratteristica particolare che la rende più adatta a determinati usi. Vediamone le differenze.

Si possono modificare gli sfondi, programmare le lezioni, far accedere gli alunni con una password per maggiore sicurezza, condividere lo schermo, chattare in tempo reale e molto altro.

WeSchool gestisce le classi virtuali, permette di registrare lezioni e di vedere insieme agli studenti un filmato, creare verifiche e test di varie tipologie.

Microsoft Teams, invece, permette di creare dei veri e propri gruppi di lavoro al fine di tenersi costantemente aggiornati, consentendo di condividere chat, contenuti multimediali e avviare videoconferenze. Offre la possibilità di scaricare un software gratuito oppure è possibile utilizzare la versione online. Il fatto che a questa piattaforma si possano associare altre app Microsoft rende l’esperienza più completa.
 

L’efficacia della Didattica Integrata: videolezioni e presenza

Dal 6 aprile 2020 la Didattica a distanza (DAD) è diventata obbligatoria e le difficoltà non sono mancate.

Adattare l’intero programma per la DAD è stata sicuramente un’impresa ardua anche perché online sono cambiati gli approcci, gli strumenti si sono diversificati e anche le metodologie si sono trasformate ma, il focus rimane sempre sullo stimolo e sul richiamo dell’attenzione da parte dei docenti. Ma come ottenerlo?

Vivere in maniera serena e socialmente proficua l’esperienza formativa può produrre un innalzamento del benessere e del rendimento scolastico degli alunni e della loro capacità di nell’ottica di una scuola “per tutti e per ciascuno”.

A tal proposito, l’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE 2005) suggerisce che una scuola inclusiva si costruisce sulla qualità del personale che vi opera, migliorandone la professionalità degli insegnanti al fine di ottenere qualità e standard più elevati.

Lo slancio della didattica verso una dimensione “inclusiva” passa soprattutto attraverso un miglioramento delle procedure didattiche, le quali devono promuovere il ruolo attivo di ogni studente, facilitando contemporaneamente la partecipazione di tutti.

Questo processo di trasformazione e svolta passa per forza di cose attraverso un’ accettazione o negazione di quanto si sta facendo ed è per questo che vengono stilati documenti come “Principi guida per promuovere la qualità nella scuola inclusiva ”già dal 2009.

Indicazioni per una didattica flessibile e attiva, in cui le «strategie attentive, motivazionali e strumentali pianificate per il singolo alunno saranno estese all’intera classe» (Mulè et al. 2016, p. 106), grazie ad un investimento educativo, portavoce di una didattica integrata .

Bisogna però anche tenere conto che la scelta della piattaforma digitale più adatta, non rende automaticamente efficace la lezione.

Per questo motivo BeWowEdu mette a disposizione il servizio EDIT grazie al quale, gli insegnanti verranno supportati e seguiti nella realizzazione delle loro videolezioni affiancandosi al lavoro di educatori, operatori e docenti.

Sperimentare la didattica a distanza non significa semplicemente accendere una webcam o attivare un microfono ma il tutto deve avvenire in modo consapevole.

Non si tratta solo di “convertire” una lezione dal vivo in una videolezione. È necessario ripensare la didattica, rimodulare gli obiettivi e gestire il tempo.

Se progettare i contenuti didattici in digitale ancora comporta delle difficoltà ma l’intenzione è quella di rendere davvero efficaci le vostre lezioni, vi potranno tornare utili i servizi che mette a disposizione BeWowEdu, continuate a leggere e ne saprete di più.

Per maggiori approfondimenti, vi saranno utili i nostri articoli sulla Didattica Digitale Integrata, progetti scolastici innovativi e progetti didattici,  oltre all’ampia proposta di corsi online (anche in lingua), divisi per materia e livello di difficoltà per tutti gli studenti.
 

Formazione di qualità? Si impara meglio quando si fa!

La proposta di risorse online interdisciplinari, ricche di approfondimento e super flessibili è la risposta a una domanda latente che comporta la reimpostazione della metodologia didattica.

La scuola non è fatta solo di apprendimento delle nozioni ma il suo ruolo nella vita di una società va ben oltre.

Fornire contenuti che abbraccino più materie, è necessario per stimolare gli alunni al confronto e al dibattito su tematiche di ampio respiro, facendogli acquisire un punto di vista non più a compartimenti stagni ma con un’apertura globale su tutte le materie.

La dimensione del fare e del creare, la necessità di ordinare i pensieri e di dare loro una forma critica con percorsi multidisciplinari per tante materie, riorganizzare il lavoro, i contenuti, cambiare i mezzi con cui veicolare il messaggio, a volte sembra impossibile ma un modo esiste.

Anche le istituzioni culturali e la rete dei musei dietro #laculturanonsiferma hanno messo in campo tutte le loro risorse e reso disponibile video social, pubblicazioni e contenuti didattici scaricabili per poter coinvolgere, incuriosire e incrementare l’interazione.

Dalla sua parte BewowEdu mette in campo le sue risorse, offrendo i suoi servizi di supporto ai docenti per la creazione di videolezioni di qualità e accattivanti. Per tutte le info rimandiamo alla sezione dedicata.

In conclusione, emerge quindi come gli spazi di apprendimento che promuovono la fusione di saperi, pratiche ed esperienze sono anche luogo di formazione per gli insegnanti e consentono di mettere in campo, attraverso percorsi di ricerca-azione, nuovi approcci alla didattica per competenze, di tipo collaborativo, volti a creare connettività tra processi cognitivi, emotivo- affettivi e relazionali- sociali. (Formazione & Insegnamento XIX – 2- 2021).

Conclusioni

Mantenere vivo il sapere, immergersi e lasciarsi coinvolgere dal racconto e dalla piacevolezza di un’avventura culturale seppur questa vissuta tramite uno schermo.

La voglia di affermare il proprio essere mettendoci la faccia e prendendo la parola tramite un microfono virtuale. La possibilità di creare gruppi di lavoro, senza la necessità di avere spazi fisici adeguati ma soltanto una room dedicata dove l’impegno dell’allievo ha la possibilità di essere controllato dal docente per chiarire ogni dubbio possa sorgere.

Promuovere conoscenze personali negli studenti comporta che i docenti ne siano a loro volta in possesso. È per questo che l’efficacia di una videolezione che catturi l’attenzione nei primi 7 secondi, deriva dallo sviluppo di un lavoro formativo basato in primis, sulla propria crescita personale e in particolare, sull’ empowerment, nelle sue diverse accezioni.

È così che entrano in gioco le soft skills (competenze personali generali) che a differenza delle hard skill generiche (competenze culturali e tecnologiche), costituiscono una base trasversale per ogni prospettiva occupazionale.

Un potenziamento del “saper-essere” e un “saper fare“, questo è ciò che la nuova metodologia didattica messa in campo attraverso le videolezioni rende possibile, amplificando la percezione di competenza, la capacità di sperimentare, di confrontarsi con la realtà circostante ed esercitare un controllo attivo sulla propria vita.

In questa prospettiva, le azioni formative sono tese a rafforzare il potere di scegliere, valorizzando l’auto-determinazione e l’auto-regolazione, quali dimensioni fondamentali per la propria direzione nello studio, nel lavoro e nella vita quotidiana.

Lo scopo di tutto questo è lo sviluppo di un progressivo e sostanziale progetto di vita personale, culturale, sociale e professionale che la persona è in grado di realizzare in maniera coerente e sistematica, all’interno di un quadro adeguato di senso e di prospettiva esistenziale (Pellerey, 2006).

L’orientamento all’azione strategica per i ragazzi di oggi è la parte fondamentale dell’apprendimento che pone enfasi sulla capacità di adattamento, di narrazione e di consapevolezza, in funzione della costruzione del Sé.

Auto-dirigere sé stessi nello studio e nel lavoro e in tutto il corso della propria vita per fronteggiare le trasformazioni che interessano il settore dell’attualità, questo è tutto ciò che c’è dietro la didattica orientativa, le videolezioni e quei primi 7 secondi di attenzione.

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